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Michael Kors festeggia 65 anni e continua a realizzare il sogno americano
È il 9 agosto del 1959 quando da Joan Krystosek Kors, un'ex fotomodella, nasce a New York Michael, il cui nome di battesimo alla nascita è però Karl Anderson, Jr. La madre è uno dei suoi punti di riferimento: se gli si chiede di descrivere la sua estetica, risponde che è un mix tra Jackie Kennedy ed Elizabeth Taylor, dicendo che la mamma, Joan, era più simile alla prima e sua nonna alla seconda.
Cresce a Long Island, a Merrick, e per lui la Grande Mela è parte del suo Dna, in tutte le declinazioni della città: ricorda ancora il suo primo spettacolo a Broadway - era Annie Get Your Gun con l'attrice Ethel Merman - e alla domanda sul suo indirizzo del cuore per lo shopping in città suggerisce Bergdorf Goodman (spoiler: è il suo indirizzo del cuore anche perché lì ha avuto inizio la sua carriera) e per una passeggiata l’High Line, mentre a chi visita la città per la prima volta suggerisce di soggiornare all'hotel Carlyle, nell'Upper East Side.
Fin da piccolissimo dimostra un vero senso della moda e dello stile: la leggenda narra infatti che, a soli cinque anni, abbia rimodellato di suo pugno l’abito per il secondo matrimonio della madre con Bill Kors, da cui prenderà poi il cognome che oggi scintilla nelle boutique del brand in tutto il mondo. Anche prima di iscriversi al Fashion Institute of Technology di New York, infatti aveva iniziato a creare delle sue collezioni - a 11 anni già aveva venduto la sua prima borsa, "una shoulder bag con le frange dipinta a mano" ha spiegato a 73 Questions di Vogue - e il suo fervore creativo e il suo desiderio di mettersi presto alla prova lo spingono a lasciare i banchi di scuola per lavorare in una boutique, Lothar's. Nello stesso periodo, è grande frequentatore dello Studio54: sarà qui anche la sera in cui i compagni di classe ballano al Prom Party, qui la sera in cui Bianca Jagger entrerà su un cavallo bianco.
L'incontro che cambia le sorti della sua vita è con Dawn Mello, storica direttrice creativa di Bergdorf Goodman e talent scout che ha lanciato anche Donna Karan, Calvin Klein, Jean Paul Gaultier, Christian Lacroix, Alber Elbaz e Azzedine Alaïa, prima di prendere le redini di Gucci anticipando Tom Ford. Si dice che, all'inizio degli anni Ottanta, Mello si fermasse di fronte a una vetrina, entusiasta del risultato che non le sembrava possibile considerando la giovane età del vetrinista che vi stava lavorando proprio in quel momento. Il giovane creativo era proprio Michael Kors e il resto è storia, come lui stesso ha spiegato: «Mi ha strappato dall’oscurità in una piccola boutique sulla 57th Street chiamata Lothar’s e ha portato la mia collezione a Bergdorf Goodman nel 1981».
A Michael Kors Collection affianca presto MICHAEL Michael Kors, una linea più accessibile e Michael Kors Mens, la collezione menswear. Il suo concetto di moda è “the right thing at the right time” e se ai giovani designer che vogliono intraprendere una carriera nel settore suggerisce di “conoscere bene chi sono e cosa vogliono e poi conoscere bene quale è il target a cui si riferiscono, quale è il loro consumatore”.
Nel 1998 diventa il primo direttore creativo di Céline, il rinomato marchio di lusso francese, che porta al successo fino a quando, nel 2004, decide di concentrarsi sui propri brand. In questo stesso anno, entra a far parte come giudice del cast di Project Runway, con un savoir faire così rilassato che lascia emergere quanto lui, che sognava di diventare attore a Broadway e che ha anche posato come modello quando era un bambino, ha talento (anche) per la presenza scenica e la recitazione. Entrerà nelle case dei fashionisti di tutto il mondo appassionati del programma fino al 2012.
Oltre a veder crescere l'azienda attraverso l'espansione nel mondo del beauty, dei gioielli, degli occhiali, Michael Kors si è dedicato a diverse iniziative di charity: in perfetto stile Statunitense, per lui il “giving back” è parte della sua vita. Ogni sera, ha dichiarato, l'ultima cosa che fa prima di andare a dormire è “ricordarsi di quanto sia fortunato”. Ecco quindi come mai si impegna in prima persona in iniziative importanti per la sua comunità. Da oltre 35 anni è un appassionato sostenitore di God's Love We Deliver, un'organizzazione no-profit con sede a New York che cucina e consegna pasti nutrienti a persone affette da gravi malattie a New York e dintorni. In qualità di membro del consiglio di amministrazione, ha contribuito ad avviare un'importante espansione delle strutture dell'associazione no profit e nel 2015 ha inaugurato il nuovo Michael Kors Building di God's Love We Deliver a Soho.
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