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Olimpiadi, Brat girls e Rodent men: tutto quello che abbiamo visto alla Copenhagen Fashion Week
Sia l'uomo roditore alla mia femminilità reazionaria, ma in ciabatte infradito e pantaloni pinocchietto. Potremmo riassumere così una Copenhagen Fashion Week che sicuramente accusa i colpi della recessione ma prova a restare timidamente ottimista, portando avanti il suo supporto ai talenti emergenti e abbracciando (inevitabilmente) le Olimpiadi. Al termine di giornate stipate di sfilate e presentazioni, ogni cena – da quella di Levi's x Vogue Scandinavia alla Soho House fino all'appuntamento danese di “Emily in Paris” con Lily Collins e Netflix Nordic – ha visto la battuta sulla Danimarca detentrice di una sola medaglia d'oro ricorrere, con annesso recap delle gare del giorno a seconda dell'ospite internazionale che ne parlava. Una mania che ha colpito non solo la stampa e i buyer, ma anche i brand che hanno sfilato o presentato nel calendario della Copenhagen Fashion Week primavera estate 2025.
Già dal primissimo appuntamento di lunedì 5 agosto, Stephanie Gundelach e Awa Malina Stelter hanno aperto la settimana della moda danese con una collezione OpéraSport intrisa di reference sportive. Aiutate da una direzione profetizzata nel nome del marchio, sfilano a bordo mare costumi da nuoto e tacchi bassi, che rendono tutto molto indossabile. Anche le felpe a righe annodate in vita contribuiscono ad aggiungere una vibe più rilassata alle costruzioni sbarazzine in raso, ricorrenti nell'heritage del brand.
Impossibile non nominare anche Baum und Pferdgarten, che ha intitolato la sua sfilata primavera estate 2025 “Office Olympics” e ha chiuso la terza giornata di CPHfw portando tutti allo stadio di calcio della squadra locale Boldklubben af 1893. In collaborazione con il team calcistico femminile, le designer Rikke Baumgarten e Helle Hestehave hanno trasformato palloni in borse e mescolato polo a kitten heels: «Si tratta di fondere l'eleganza dell'abbigliamento aziendale con il dinamismo dell'estetica atletica», hanno raccontato al termine dello show.
Parlando di emergenti, sono proprio loro ad aver abbracciato uno spirito da vera e propria Brat. Irriverenti e reazionari come Caroline Bille Brahe, fondatrice di Caro Editions che in occasione della presentazione del suo brand ha scelto di organizzare una sfilata sorprendendo gli ospiti. Lo stesso approccio di Bonnetje, con un passato nel team di Margiela e le sue giacche decostruite, e Jade Cropper, finalmente tornata nel calendario danese, anche se sotto forma di presentazione per il momento.
Altri due ritorni in calendario che hanno fatto della Brat girl una tematica, sono stati A. Roege Hove e Deadwood. Il primo, guidato da Amalie Røge Hove, aveva dovuto momentaneamente fermarsi per problematiche di natura economica causate dal mancato pagamento di alcune vendite a grossi retailer, ed è ora di nuovo in calendario con le sue proposte verde-brat grazie all'aiuto della community danese. Mentre per il secondo, il ritorno in passerella si è materializzato in vibe ribelli proprio come Charlie XCX insegna. Anche qui, pantaloni a pinocchietto e borse-palloni.
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